La sicurezza dell’impianto elettrico è uno degli aspetti più critici nella gestione di un immobile, sia durante l’acquisto di una casa, sia in fase di affitto o di ristrutturazione. Un impianto obsoleto o non a norma rappresenta non solo un rischio concreto per l’incolumità delle persone (rischio di folgorazione o cortocircuiti), ma può anche compromettere la validità delle polizze assicurative e la regolarità delle pratiche edilizie.
In questa guida analizziamo cosa prevede la legge italiana (D.M. 37/08), quali sono gli elementi hardware indispensabili per definire un impianto “a norma” e come funzionano i certificati di conformità DiCo e DiRi.
1. Il quadro normativo: il Decreto Ministeriale 37/2008
In Italia, la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti all’interno degli edifici sono regolate dal D.M. 37/08 (che ha sostituito la storica Legge 46/90).
La normativa stabilisce due principi fondamentali:
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Lavori riservati a professionisti abilitati: Gli interventi sugli impianti elettrici non possono essere svolti con il fai-da-te, ma devono essere eseguiti da imprese o artigiani iscritti alla Camera di Commercio con i requisiti tecnico-professionali riconosciuti.
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Obbligo di certificazione: Al termine di ogni installazione, modifica o straordinaria manutenzione, l’installatore deve rilasciare il documento ufficiale che attesta la rispondenza dell’impianto alle norme tecniche vigenti (Norme CEI).
2. Gli elementi chiave di un impianto elettrico a norma
Per far sì che un impianto residenziale possa essere considerato sicuro e conforme, deve possedere una serie di componenti obbligatori:
Il quadro elettrico generale e il “Salvavita”
Nel quadro principale deve essere presente l’interruttore differenziale (comunemente chiamato salvavita), in grado di interrompere istantaneamente il flusso di corrente in caso di dispersione o contatto accidentale. Accanto ad esso, gli interruttori magnetotermici proteggono i singoli circuiti (linea prese, linea luci, elettrodomestici) da sovraccarichi e cortocircuiti.
L’impianto di messa a terra
Ogni presa elettrica deve essere collegata al conduttore di protezione (il cavo bicolore giallo-verde) che scarica a terra eventuali dispersioni di corrente attraverso il dispersore (picchetto) condominiale o privato.
Sezione dei cavi e sfilabilità
I conduttori elettrici devono scorrere all’interno di tubi corrugati sottotraccia ed essere facilmente sfilabili. Le sezioni dei cavi devono essere adeguate alla potenza assorbita:
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1,5 mm² per il circuito di illuminazione.
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2,5 mm² per le prese di uso generale.
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4 mm² o 6 mm² per elettrodomestici ad alto assorbimento (piani ad induzione, forni, pompe di calore).
3. Certificati di conformità: DiCo e DiRi (Le differenze)
Quando si parla di documentazione dell’impianto elettrico, è comune fare confusione tra DiCo e DiRi. Vediamo la differenza sostanziale:
| Documento | Cos’è | Quando si rilascia |
| DiCo (Dichiarazione di Conformità) | È il documento rilasciato dall’installatore al termine dei lavori. | Per nuovi impianti, ristrutturazioni o modifiche/ampliamenti realizzati dopo il 2008. |
| DiRi (Dichiarazione di Rispondenza) | È una perizia sostitutiva redatta da un tecnico abilitato o professionista iscritto all’albo. | Per impianti realizzati tra il 1990 e il 2008 di cui è andata smarrita la DiCo originale. |
Nota per compravendite e affitti: In fase di rogito o di registrazione di un contratto di locazione, la presenza della DiCo (o della DiRi) garantisce al proprietario la totale assenza di responsabilità per vizi occulti legati alla sicurezza degli impianti.
4. Segnali di allarme: quando far controllare l’impianto
Anche senza essere tecnici, ci sono diversi segnali spia che indicano la necessità di far effettuare una revisione da un elettricista qualificato:
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Il differenziale (salvavita) scatta frequentemente senza apparente motivo.
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Le prese di corrente scalda no o mostrano segni di annerimento.
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Si avverte un leggero formicolio al tatto toccando la scocca di elettrodomestici metallici.
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Presenza di vecchi cavi trecciati in cotone o conduttori rigidi privi di isolamento moderno.
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Assenza del cavo di messa a terra (conduttore giallo-verde) nelle prese.
Conclusioni
Mantenere un impianto elettrico a norma non è soltanto un obbligo di legge per ottenere l’agibilità di un immobile, ma è la prima forma di tutela per la sicurezza della propria casa e della propria famiglia. Prima di effettuare qualsiasi intervento di tinteggiatura o ristrutturazione, è sempre raccomandabile far verificare lo stato delle linee elettriche a un artigiano abilitato.